La Preistoria

Il paese di Siligo è collocato a breve distanza dal valico tra Monte Santo e Monte Pelau, alle falde del Monte Sant'Antonio, su cui troviamo i ruderi del santuario federale nuragico e del castello medioevale: un paesaggio straordinario, scavato tra i calcari miocenici, inciso tra i basalti e le vulcaniti quaternarie e modificato dall'uomo, che è presente almeno dal neolitico, anche se gli archeologi non hanno censito monumenti e testimonianze che precedano l'età nuragica, che pure sono frequenti nelle aree di contorno.

Data di pubblicazione:
05 Settembre 2018
La Preistoria

L'età più opulenta di questo territorio fu il Bronzo Antico e comunque l'età protostorica: i Nuraghi di Siligo sono ben 25, con non pochi protonuraghi e almeno sette nuraghi complessi, tra i quali si distinguono i nuraghi collocati ai margini dell'altopiano di S'Aspru, che evidentemente obbediscono a logiche di difesa:
il nuraghe Conzattu, con mastio e bastione a profilo concavo-convesso; il nuraghe Ponte Molino o Sa Rena; il nuraghe Santu Filighe e il nuraghe S'Iscala Ruia. Tra i nuraghi complessi si può ricordare infine il nuraghe Santu Oltolu in località Truviu, al confine con Banari.
I monumenti più straordinari sono però quelli di Monte Sant'Antonio o di Cherchizza: un complesso di edifici sacri gravemente danneggiati dai tombaroli, un tempio a pozzo, una torre capanna circolare, un vero e proprio accesso monumentale verso l'area sacra, un recinto, un edificio circolare ed un tempietto in antis, cioè dotato di ante sul prospetto, un edificio a doppia abside, un villaggio che vediamo come il terminale di un commercio di collane di ambra che collegava la Sardegna al Mar Baltico nel corso dell'età del Bronzo finale. Un mondo misterioso che lentamente ritorna alla luce.

Tratto dall'introduzione di Attilio Mastino nel libro “Siligo, storia e società”.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 06 Settembre 2018